Perché capita di parlare durante il sonno

27/01/2019

Quali sono le cause del sonniloquio e rimedi per evitare di parlare nel sonno?  Sogno o son desto? Ti sarà certamente capitato di svegliarti bruscamente da un sonno e probabilmente il tuo partner o i tuoi genitori ti hanno sentito parlare o addirittura gridare nel sonno. Se non ti è mai accaduto sei abbastanza fortunato, ma i disturbi del sonno sono molto più frequenti di quanto si riesca a pensare.

Prima, però, di addentrarci nelle problematiche che un sonno inadeguato comporta osserviamo il significato di sonno in generale e ciò che la scienza attuale è riuscita a conoscere.

Il sonno (dal latino somnus) è composto da uno stato di riposo contrapposto alla veglia. Tra le molteplici definizioni, il sonno è definito una periodica sospensione dello stato di coscienza, durante la quale l'organismo recupera energia, stato di riposo fisico e psichico, distinto dal distaccamento temporaneo della coscienza e della volontà, dalla riduzione delle funzioni neurovegetative e dall'interruzione parziale delle funzioni motorie e sensoriali ed è indispensabile per il riposo del corpo umano. Il sonno è un’evoluzione fisiologica che coinvolge il sistema nervoso centrale e autonomo.

Anche se il sonno ci induce a pensare che sia un apparente stato di quiete, durante questo stato avvengono complessi cambiamenti a livello cerebrale che non possono essere spiegati solo come un semplice stato di riposo fisico e psichico. Ad esempio, ci sono alcune cellule cerebrali che in alcune fasi del sonno hanno una attività 5-10 volte maggiore rispetto a quella che hanno in veglia.

Due caratteristiche fondamentali distinguono il sonno dallo stato di veglia: la prima è che durante il sonno si crea una barriera conoscitiva fra mondo consapevole e mondo esterno, la seconda è che uno stimolo sensoriale esterno allo stato di sonno (come un forte rumore) può superare questa barriera e far svegliare chi dorme.

Grazie alle scoperte di pionieri come i Dottori Eugene Aserinsky e Nathaniel Kleitman nei primi anni’50 e successivamente di Rechtschaffen e Kales, che ampliarono lo spettro di ricerca dei precursori, sono stati identificati il sonno REM e NREM ed attraverso accurati studi e rilievi elettroencefalografici, elettromiografici ed elettrooculografici fu introdotto, alla fine degli anni’ 60’ il concetto di ciclicità di queste due fasi all'interno del sonno è nata la necessità di classificare in maniera regolare le variazioni elettroencefalografiche che si verificano durante il sonno. I ricercatori, basandosi sull'analisi dei parametri acquisiti, classificarono il sonno in 5 stadi: 4 stadi NREM (Not rapid eye movement) e uno stadio REM. Il sonno presenta un'alternanza regolare di fasi NREM e REM costituita da cicli di durata simile tra loro. Dopo essersi addormentato il soggetto passa progressivamente dallo stadio 1 del sonno non-REM allo stadio 2, dopodiché passa allo stadio 3 o allo stadio 4 e quindi, tra i 70 e i 90 minuti dopo l'addormentamento, si verifica la prima fase di sonno REM che dura circa 15 minuti. Alla fine della prima fase di sonno REM si conclude il primo ciclo che dura all'incirca dagli 80 ai 100 minuti.

Dopo il primo ciclo, se ne susseguono altri di durata piuttosto costante ma dove il sonno REM tende ad aumentare in durata a scapito del sonno non-REM, in particolare degli stadi 3 e 4 (sonno profondo) che si fanno più brevi. Durante la notte, infine, il sonno REM costituisce circa il 25% della durata totale del sonno. È possibile che tra i vari cicli vi siano momenti di veglia.

Cerchiamo perciò di capire in cosa consiste quella fase del sonno in cui è possibile che si manifesti ciò che in termine medico viene definito sonniloquio e perché capita di parlare nel sonno.

Tra i disturbi del sonno esso può essere descritto come, una forma di disordine del sonno. Può capitare a tutti di parlare nel sonno così come è frequente che si avvicendino periodi in cui accade continuamente di pronunciare brevi frasi o addirittura periodi interi, spesso sconnessi. Capita spesso di alternare lamenti nel sonno, a periodi in cui non succede e la ragione è legata allo stress e alla tensione che stiamo vivendo in quel periodo.

Molti studiosi, tra cui luminari dell’Università di Pisa, in collaborazione con ricercatori provenienti da Milano, Oxford, Londra, Lione, da vari anni, studiano le tipologie di affezione dei loro di pazienti comparandole con il sonno delle lucertole. Gli studiosi controllano degli effetti del sonno sulla sinapsi, (la struttura che consente la comunicazione delle cellule del tessuto nervoso tra loro o con altre cellule. Attraverso la trasmissione sinaptica, l'impulso nervoso può viaggiare da un neurone all'altro o da un neurone a una fibra e quindi, nei simposi e convegni i relatori mettono in evidenza la stretta relazione tra sonno e alimentazione.

La Dottoressa Enrica Bonanni, responsabile del Centro per i disturbi del Sonno presso l’U.O. di Neurologia dell’Azienda Ospedaliero/Universitaria Pisana ha affermato: «Il sonno rimane uno stato di vigilanza misterioso: nonostante tutti gli animali dormano e noi trascorriamo in media un terzo della nostra vita addormentati la sua funzione rimane sconosciuta. Se il sonno viene disturbato, come accade in patologie tanto preoccupanti quanto comuni quali l’insonnia e le apnee notturne, gli effetti sono devastanti. Inizialmente la vigilanza diurna viene compromessa, e a lungo termine la mancanza cronica di sonno ristoratore può far precipitare condizioni cliniche quali l’ipertensione, il diabete ma soprattutto portare a un deterioramento delle capacità cognitive fino a condizioni di demenza».

Vediamo ora più specificamente che cos’è il sonniloquio:

Il sonniloquio, o il parlare nel sonno, è una parasonnia che coinvolge circa il 50% dei bambini tra i 3 e i 12 anni e il 5% degli adulti. Essa è riscontrabile sia nella fase Rem del sonno, sia nella fase Non-Rem. Quando l’episodio accade nella fase di sonno Rem, in genere il soggetto pronuncia frasi di senso compiuto, mentre durante il sonno profondo è più frequente che si manifesti con borbottii incomprensibili. Chi soffre di sonniloquio, spesso pronuncia frasi relative al sogno in atto.

Quali sono le cause del sonniloquio:

Uno dei fattori di rischio del sonniloquio, e delle altre parasonnie, potrebbe essere legato alla genetica. Spesso, infanti, chi soffre di sonniloquio ha una storia familiare che registra altri casi simili al suo. Molto spesso le cause del sonniloquio infantile possono essere gli stati febbrili, le apnee notturne e la privazione del sonno. Negli adulti, invece, oltre oltre ai due fattori riscontrati nei bambini, possono incidere anche depressione, stress ansia, assunzione di droghe o alcolici.

Quali sono le cure e i rimedi per chi parla nel sonno?

Il sonniloquio può essere lieve, se si presenta sporadicamente, o grave, se gli episodi si ripetono ogni notte o anche più volte durante la stessa notte. Quando si presenta un disturbo medio-lieve in genere i rimedi sono mirati a consentire un sonno sereno del partner o a tranquillizzare i genitori del bambino. Molto spesso capita che mentre chi parla nel sonno non se ne rende conto, ma non fa dormire il partner o i genitori, puntualmente si sveglia riposato e fresco, mentre chi ha è stato vicino non è riuscito a riposare. Inoltre, è possibile che nel dormiveglia siano state pronunciate frasi imbarazzanti che potrebbero minare la relazione tra i partner. Nei casi gravi, è opportuno rivolgersi al medico di fiducia per ricercare i motivi che provocano il disturbo e individuare il modo di ridurre la frequenza degli episodi e conoscere se il sonniloquio è sintomo di una disfunzione. Per i casi più gravi, in genere il medico consiglia di rivolgersi a un Centro del Sonno, una struttura specializzata in questi disturbi, per un esame una polisonnografico, un esame che registra diversi dati mentre il soggetto, bambino o adulto, dorme.

Per le proprie necessità fisiologiche è indispensabile un sonno equilibrato. Lo stato di salute psicofisico dell'individuo dipende alla qualità e dalla durata del sonno. E quindi, rievocando i versi biblici, è bene dormire il sonno dei giusti, dormire tranquilli, cioè senza rimorsi di coscienza, ansie o timori accumulati durante la giornata.
«Dio benedica chi ha inventato il sonno, mantello che avvolge i pensieri di tutti gli uomini, cibo che soddisfa ogni fame, peso che equilibra le bilance e accomuna il mandriano al re, lo stolto al saggio.»

(Miguel de Cervantes)

Share on: